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Georges Clemenceau
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Georges Eugène Benjamin Clemenceau /ʒɔʁʒ klemɑ̃ˈso/ (Mouilleron-en-Pareds, 28 settembre 1841Parigi, 24 novembre 1929) è stato un politico francese, primo ministro dal 1906 al 1909 e dal 1917 al 1920 e uno degli artefici del trattato di Versailles.

Contents

Note

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Biografia

Era il secondo dei sei figli di Benjamin Clemenceau, medico che godeva di un benestare economico grazie alla rendita degli affitti di alcune proprietà, e di Sophie Gautreau.cite-ref-maison-clemenceau-1-0[1]

Gli inizi nell'età di Napoleone III

Georges Clemenceau nacque nella conservatrice mweaVandea, da una famiglia solidamente mweqanticlericale e repubblicana (il padre Benjamin avrebbe preso parte ai moti del mweg1848). Ancora studente, pubblicò due giornali di orientamento radicale e incorse nella repressione del governo ultraconservatore di mwewNapoleone III, scontando qualche settimana in carcere.

Laureatosi in mwfqmedicina nel mwfg1865, soggiornò per quattro anni negli mwfwStati Uniti d'America. Fu molto impressionato dalle istituzioni statunitensi e la sua visione repubblicana della politica ne uscì rafforzata e radicalizzata. Qui s'innamorò di una delle allieve della scuola dove insegnava, Mary Plummer, che sposò il 20 giugno mwga1869. Non fu un matrimonio felice: sfociò infatti in una separazione e per moltissimi anni Clemenceau visse solo, dedicandosi totalmente alla sua unica vera grande passione: la mwgqpolitica.

Ingresso in politica nella III Repubblica

Ritornato in Francia, diventò sindaco di mwhaMontmartre nel mwhq1870, iniziando così la propria carriera politica. Entrato nell'mwhgAssemblea Nazionale nel 1870, si oppose con forza alle condizioni di pace imposte dalla mwhwGermania al termine della mwiaguerra franco-prussiana. Come molti politici francesi dell'epoca avrebbe nutrito per tutta la propria carriera un odio inveterato per i tedeschi in seguito all'umiliazione militare del mwiq1871.

La sua decisione gli guadagnò il soprannome di mwiwTigre e gli garantì la mwjaleadership del partito radicale, fortemente legato all'mwjqestrema sinistra. Apprezzato giornalista e spietato critico politico, fondò nel mwjg1880 il giornale mwjwLa Justice, dalle cui pagine si difese dall'accusa di corruzione nell'mwkaaffare di Panama (mwkq1893) e condusse una campagna contro l'mwkgantisemitismo e in favore di mwkwAlfred Dreyfus (mwla1898).

Nell'esecutivo

Nel mwlw1906, in qualità di ministro dell'interno, ordinò la repressione violenta di uno sciopero di minatori nel mwmaPas de Calais e di un'agitazione di vignaioli nel mwmqLinguadoca-Rossiglione, alienandosi così il mwmgPartito Socialista Francese di mwmwJean Jaurès. Nello stesso anno diventò presidente del Consiglio, operando una decisa svolta politica verso il mwnanazionalismo e il mwnqcentralismo statale, in costante opposizione a mwngsocialisti e sindacati. Quando la stampa si occupò degli mwnwmwoaApaches, egli sostenne la creazione della Polizia scientifica da parte di mwoqAlphonse Bertillon, uno degli esperti dell'mwogAffare Dreyfus, e delle brigate regionali mobili (dette le "Brigate del Tigre") da parte di Célestin Hennion, nominato capo della nuova mwowSûreté générale.

Contribuì all'avvicinamento francese alla mwpqGran Bretagna e alla radicalizzazione dello scontro con la Germania, frequente bersaglio dei suoi attacchi. Il suo mandato durò fino al mwpg1909, quando fu sostituito da mwpwAristide Briand.

Nella prima guerra mondiale e a Versailles

Allo scoppio della mwqgprima guerra mondiale si oppose decisamente al comando militare di mwqwJoseph Joffre, sostenendo invece mwraFerdinand Foch. Fervente militarista, si oppose a qualsiasi ipotesi di mediazione diplomatica, arrivando ad accusare di pacifismo l'allora ministro dell'interno mwrqLouis Malvy. Diventato di nuovo presidente del Consiglio e ministro della guerra il 16 novembre mwrg1917, non tardò a tradurre in pratica le proprie visioni politiche e tattiche: Louis Malvy fu arrestato per tradimento e Ferdinand Foch posto a capo dell'esercito interalleato nel mwrw1918.

Dopo che mwsqpapa Benedetto XV, nella lettera ai capi dei popoli belligeranti del 1º agosto 1917, definì la guerra "inutile strage" e propose soluzioni particolari, le reazioni furono tutte negative; i pangermanisti e gli mwsgImperi centrali pensarono che il Papa volesse strappare loro la vittoria per darla a francesi, inglesi e italiani, i quali a loro volta pensarono che il Papa parlasse a favore degli Imperi centrali. Clemenceau definì Benedetto XV mwswle Pape boche (il Papa tedesco).

Il suo risentimento verso la Germania non si fermò con la sconfitta di quest'ultima nel novembre mwtq1918. Alla mwtgConferenza di Parigi del mwtw1919 pretese che la Germania venisse messa in ginocchio sia politicamente sia economicamente, con l'imposizione di forti compensazioni di guerra e l'occupazione militare del mwuaReno.

«Tutte le questioni più importanti riguardanti la Francia sono quasi risolte. Ieri ho ottenuto sia il sostegno militare di Gran Bretagna e Stati Uniti in caso d'attacco tedesco, sia l'occupazione del Reno per quindici anni, con evacuazione parziale dopo cinque anni. Se la Germania non si attiene al trattato non ci sarà evacuazione, né parziale, né definitiva. Almeno non sono più nervoso. Ho ottenuto tutto quello che volevo.»

(Parigi, 15 aprile 1919, conversazione di Clemenceau col generale Mordaq)

Per queste sue posizioni si trovò in forte contrasto con mwuwThomas Woodrow Wilson e con la delegazione statunitense.

Il ritiro dalla vita politica

Sconfitto nella corsa alla presidenza della repubblica nel mwvg1920, si ritirò dalla vita politica. Scrisse due libri di memorie: mwvwLa grandezza e la miseria della vittoria (in cui predisse che ci sarebbe stato un altro scontro con la Germania) e mwwaNella sera del mio pensiero (mwwq1929). Negli ultimi anni della sua vita strinse una sincera e forte amicizia con il pittore mwwgClaude Monet, cui rendeva visita regolarmente nella villa di mwwwGiverny in mwxaNormandia. Una foto lo ritrae in prima fila ai funerali del pittore nel mwxq1926.

Morì a mwxwParigi il 24 novembre mwya1929 a 88 anni.

Carriera

• Sindaco di mwzaMontmartre, dal mwzq1870 al mwzg1871
• Deputato dell'Assemblea nazionale (mwaa1871)
• Presidente del consiglio municipale di Parigi (mwag1875)
• Deputato alla Camera dei deputati (mwba1875-mwbq1893)
• Senatore (mwbw1902)
• Ministro dell'Interno (mwcq1906), soprannominato "La Tigre"
• Presidente del Consiglio (mwcw1906-mwda1909 e mwdq1917-mwdg1920), soprannominato "Il Padre della Vittoria"
• Membro dell'Accademia Francese, eletto nel mwea1918

Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore


1919

Croce della Libertà per il servizio civile di I Classe

Note

cite-note-maison-clemenceau-11. mwggMinistère de la Culture, mwgwmwhaDossier de presse - Ouverture au public de la maison natale de Georges Clemenceau, 2018.

Voci correlate

• mwigClemenceau (R 98) (portaerei francese della mwiwclasse omonima)

Altri progetti

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itClemenceau, Georges, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLello Bonin-Longare, CLEMENCEAU, Georges, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1931.
• citerefdizionario-di-storiaClemenceau, Georges, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Gaston Monnerville, Georges Clemenceau, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefacad-mie-fran-aise(FR) Georges Clemenceau, su www.academie-francaise.fr, Académie française.
• citerefmlolOpere di Georges Clemenceau, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Georges Clemenceau, su Open Library, Internet Archive.
• citerefisfdb(EN) Bibliografia di Georges Clemenceau, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.
• citerefgoodreads(EN) Georges Clemenceau, su Goodreads.
• citerefsycomore(FR) Georges Clemenceau, su Sycomore, Assemblea nazionale.
• citerefsenat-fr(FR) Georges Clemenceau, su senat.fr, Senato francese.
• (EN) Georges Clemenceau, su IMDb, IMDb.com.